una scuola resiliente al covid19

La Nuova Scuola

Verso una scuola resiliente alla pandemia. Ma come garantiamo la sicurezza tra distanza, mascherina, banchi e sorveglianza dei sintomi? L’attenzione si accende, anche perché i soggetti coinvolti sono sempre i nostri “pezzi e’ core”.

Nel segno della normalità 

STOP AL DISTANZIAMENTO E ALL’USO DELLA MASCHERINA IN AULA. MA NON MANCANO I PROBLEMI: ALTO NUMERO DI INSEGNANTI PRECARI E IL RINCARO DEI LIBRI DI TESTO, QUADERNI E ASTUCCI 

nuova scuola covid19Per migliaia di studenti, docenti e famiglie è suonata la prima campanella che ogni anno riserva sorprese, novità, incognite e atavici problemi. 

Per “prepararsi ad essere pronti”, come chiede il ministro Bianchi, si tornerà alla normalità togliendo l’obbligo dell’uso della mascherina, tranne per i soggetti fragili (cioè affetti da patologie) che potrebbero avere gravi complicazioni in caso di infezione. 

Via anche il distanziamento di un metro, quindi con la possibilità di sistemare i banchi appaiati e l’occasione per gli studenti di ritrovare la complicità dell’amato compagno di banco. 

Ma le linee guida del Ministero raccomandano anche l’areazione di locali, l’apertura delle finestre più volte durante la giornata, l’utilizzo di gel sanificante, l’attenzione delle famiglie nel monitorare la salute dei figli e il controllo della temperatura. 

In caso di malattia non sarà più prevista la Dad per lo studente positivo che dovrà rimanere a casa finché non avrà il tampone negativo. Il perfido Covid che ha imposto la dittatura digitale a distanza con tutte le conseguenze negative in termini di relazioni interpersonali, ha però anche aperto una strada a una scuola dove i docenti hanno rivisto la propria didattica e aggiornato le proprie competenze informatiche. 

E qui si esauriscono le buone notizie perché la scuola è ripartita con 150mila supplenti (un precario ogni 5 insegnanti). Sebbene siano stati assunti migliaia di insegnanti e la denatalità abbia portato a 100mila studenti in meno rispetto lo scorso anno, con le assunzioni non si arriverà a coprire nemmeno il 50% dei posti vacanti e oltre 200 sedi di scuole restano senza dirigente scolastico. 

Ma uno degli aspetti salienti è l’aumento dell’inflazione che tocca soprattutto le famiglie in quanto all’incremento dei prezzi dei beni segue quello del materiale scolastico e dei libri di testo. 

Gli editori hanno segnalato che l’aumento dei costi di trasporto e della carta, con rialzi dal 50 all’80%, potrebbe determinare consistenti aumenti e modificare le tempistiche delle consegne. 

Il Codacons ha stimato un aumento del 7% su tutto il materiale scolastico consigliando, ove possibile, di non cedere alle sirene consumistiche della moda: un quaderno rimane un quaderno a prescindere dalla copertina. 

Continua su AREA3news n134 di ottobre 2022