il lago di fimon

L’ACQUA CI PARLA!

Il lago di Fimon rischia di diventare una palude, portandosi via non solo flora e fauna ma anche una storia lunga secoli

L’attuale emergenza siccità sta mettendo a dura prova tutti i laghi e corsi d’acqua del Veneto. Le alte temperature e la scarsità di pioggia hanno ridotto il livello delle acque e delle falde acquifere favorendo il proliferare delle alghe. Quasi ovunque i livelli di falda sono pari o inferiori ai valori minimi del periodo. A fine giugno le portate dei maggiori fiumi veneti, in tendenziale calo dall’inizio del mese, si mantengono nettamente inferiori alle medie storiche su tutti i principali corsi d’acqua. Anche il livello del lago di Garda, in lieve calo dall’inizio del mese, è sensibilmente inferiore al valore medio.

Una crisi idrica senza precedenti

Oltre dieci milioni di euro i danni per mancata produzione

Tanti buoni pensieri, ma pochi fatti, con i risultati che siamo a un passo da una crisi mondiale. Il mondo ha sete e fame. Spettri che credevamo lontani, e invece sono davanti ai nostri occhi.

Fino ad ora, molti discorsi sulle risorse, il consumo, la sostenibilità, sono stati ascoltati come “acqua fresca”. Ma oggi che l’acqua sta per venire a mancare, con scenari apocalittici, pare che il “vaso di Pandora”, oltre che mostrarsi colmo di nostra stupidità, sia stato scoperchiato definitivamente. Chi l’avrebbe mai pensato – benché molti scienziati l’avessero preconizzato –, che saremmo stati la generazione che avrebbe visto la crisi idrica dei tempi moderni? Che avremmo visto i fiumi in secca e i raccolti bruciati nei campi? L’avevamo pensato riferendoci alla pandemia, poi alla guerra, ancora all’economia e ora il clima, che questi erano tempi di magra per l’umanità intera. In alcuni casi, avevamo pure deriso quei pochi che rivendicavano che “così non poteva continuare”. Messi alla gogna mediatica e sbeffeggiati, certi che comunque “sarebbe andato tutto bene”.
Il conto invece è arrivato salato e prima ancora del previsto (2050 circa). Sì, perché il tempo, quello climatico, sembra averci voltato le spalle, e i segnali c’erano tutti, solo che abbiamo preferito fare spallucce, demandando agli inconcludenti summit internazionali le sorti del nostro futuro. Mentre oggi i più pii si affidano alle suppliche religiose come ultima spiaggia, ci dimentichiamo le cause di tutto ciò, restando a secco di idee, risorse e cibo. Mai come oggi quel semplice, e per noi istintivo, gesto di aprire o chiudere l’acqua del rubinetto, nutre il dubbio: uscirà o no l’acqua?
Lo stesso dicasi per elettricità e gas.

di Antonio Gregolin

Continua su AREA3news n132 di luglio-agosto 2022