Legnago Polveri Sottili

LEGNAGO. LE POLVERI SOTTILI SUPERANO PER 38 VOLTE LA SOGLIA DI ALLARME

Durante la stagione invernale, in presenza di determinate condizioni climatiche, si assiste alla concentrazione nell’atmosfera di pericolose particelle microscopiche dette Pm10 (10 millesimi di millimetro) o polveri sottili. L’Arpav (Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto) rileva continuamente il livello di concentrazione del particolato atmosferico ed esamina la qualità dell’aria, attraverso delle centraline, inoltre controlla le emissioni inquinanti, prodotte da attività umane o da sorgenti naturali.

Lo smog rappresenta un grave pericolo per la salute dell’uomo, una minaccia subdola e letale, perché il nostro organismo sa difendersi dalle polveri grossolane, ma non dalle polveri sottili.

Dagli ultimi rilevamenti risulta che a Legnago, da gennaio, le polveri sottili abbiano superato la soglia di allarme per ben 38 volte. Dal momento che la normativa prevede che non si possa superare annualmente per più di 35 volte il limite imposto, il sindaco Roberto Rettondini ha emanato un’ordinanza. «Il monitoraggio della qualità dell’aria – si legge nell’ordinanza in vigore dal 7 ottobre – condotto da Arpav su tutto il territorio Regionale evidenzia come il parametro PM10 permanga come uno dei più critici, soprattutto in corrispondenza della stagione autunnale/invernale in cui condizioni di ristagno atmosferico fanno impennare le concentrazioni delle polveri con valori che talvolta, spesso in maniera consecutiva per più giorni, superano il valore limite dei 50 µg/m3». L’amministrazione ha pertanto ritenuto necessario e urgente adottare dei provvedimenti per ridurre il carico inquinante prodotto dai veicoli. Il sindaco Rettondini ha disposto di limitare la circolazione fino al 6 dicembre 2013 e dal 7 gennaio al 16 maggio 2014, dal lunedì al venerdì, escluse le giornate festive infrasettimanali, dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 17.30. Il provvedimento riguarda i veicoli a benzina non omologati ai sensi della direttiva 91/441/CE e successive direttive (EURO 0), e motoveicoli e ciclomotori non omologati ai sensi della direttiva 97/24/CE, a cui si aggiungono gli autoveicoli ad accensione spontanea (diesel) non omologati ai sensi della direttiva 98/69/CE e successive direttive (EURO 0, EURO 1 e EURO 2).

L’ordinanza vieta inoltre di mantenere acceso il motore in caso di sosta, di produrre combustioni all’aperto, di climatizzare locali complementari alle abitazioni (cantine, scale, depositi…).

Ingiunge poi di coprire i mezzi che trasportano materiali polverulenti e di limitare la temperatura massima a 19 gradi nelle abitazioni e a 17 nelle fabbriche. L’ordinanza invita anche la popolazione ad assumere un comportamento che riduca i rischi per la salute: evitare, per esempio, di tenere i bambini all’aperto nei giorni di maggior inquinamento, se ciò non è possibile di tenerli dai 30 ai 50 centimetri sollevati da terra, preferibilmente in carrozzine o passeggini.

«Il problema di Legnago è quello di tutta la Pianura Padana – dichiara l’assessore all’Ambiente e all’Ecologia Graziano Lorenzetti – in questa vasta zona pianeggiante l’aria ristagna, non c’è ricambio. Noi abbiamo la centralina da quest’anno, ma quasi certamente i valori rilevati sono gli stessi degli anni passati, perché le centraline collocate nei dintorni di Legnago hanno sempre dato risultati simili a questi. Il Comune ha emanato un’ordinanza per limitare i danni e ha organizzato, in accordo con la Provincia, tre “domeniche eco” con manifestazioni a favore dell’ambiente: una delle quali, domenica 16 febbraio, prevede anche il blocco totale del traffico.

Grazie al sostegno della Regione, è stata poi prevista la piantumazione di 16 mila alberi, per ridurre la concentrazione di anidride carbonica nell’aria. Servono assolutamente iniziative sovracomunali, non è pensabile che i singoli Comuni possano far fronte a un smile problema in autonomia, c’è bisogno di una collaborazione coordinata a livello regionale. Infatti siamo in attesa dell’attivazione della VAS regionale (Valutazione Ambientale Strategica) che darà le linee di indirizzo generali alle Province e ai Comuni, per la messa a punto di un “Piano di risanamento dell’aria”».