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LEGNAGO. UN FUTURO DA MANUTENTARE, PATTO DI STABILITÀ PERMETTENDO…

In tempi di “vacche magre”, è meglio sistemare l’esistente piuttosto che costruire opere inutili e costose. Questo è il pensiero del sindaco di Legnago, Roberto Rettondini. E quella chiusura del tribunale legnaghese…

Meglio manutentare ciò che già c’è anziché creare inutili e costose opere in più. È questa la filosofia che sta seguendo l’Amministrazione comunale di Legnago per ciò che concerne il capitolo dei lavori pubblici nei prossimi mesi, in particolar modo la viabilità, evitando gli sprechi.

«Voglio rimarcare una cosa – spiega il sindaco di Legnago, Roberto Rettondini – in questo momento, non è necessario fare la classica cattedrale nel deserto per lasciare una firma nella città. Ritengo che sia più importante dare a tutte le persone la possibilità di usufruire del bene pubblico già esistente in maniera corretta, più che fare piazze o fabbricati enormi. Disponiamo già di grandi edifici pubblici che ci costano in termini di riscaldamento e illuminazione. Preferiamo piuttosto parlare di miglioramento dei marciapiedi, di eliminazione delle barriere architettoniche e di sistemazione della segnaletica stradale. Abbiamo costruito delle nuove rotatorie, che sono sempre più necessarie per l’attuale viabilità. Abbiamo rifatto completamente piazza Garibaldi e piazza Della Costituzione, quest’ultima a Porto di Legnago. Tengo a sottolineare che tutti questi lavori di manutenzione li abbiamo realizzati senza accedere a nessun mutuo. In tempi come questi non è una cosa da poco, perché è necessario rispettare i vincoli del Patto di Stabilità. In breve, bisogna arrangiarsi con quello che si ha a disposizione».

Il patto di Stabilità… questo famigerato…

«E’ drammatico. È una norma che mette alla carità ogni realtà locale. Basti pensare che, se ci fosse in previsione di fare dei lavori con una spesa particolarmente onerosa, il Patto di Stabilità ti impone di effettuare quel pagamento all’inizio del lavoro, anziché dilazionarlo nei tempi di realizzazione dell’opera. Il che rende tutto più complicato».

Il sindaco di Casale di Scodosia, Renato Modenese, due mesi fa, ha protestato contro il Patto di Stabilità dando le dimissioni, alle quali sono seguite quelle di buona parte della maggioranza, che hanno decretato il commissariamento di quel Comune…

«Modenese ha fatto la cosa peggiore che si potesse fare, secondo me, in un momento storico come questo. Anch’io mi sono trovato in difficoltà con questa normativa e lo Stato mi ha tagliato un milione e ventimila euro di entrate nell’anno in corso, dove avevo votato il bilancio di previsione nello scorso giugno. Questa è una cosa che ti potrebbe fare un nemico e, attualmente, per un ente locale, a mio avviso, non è la persona che viene nel mio ufficio perché è disperata dalla mancanza di lavoro, al quale ho difficoltà a dare poiché non ho disponibilità economica o lavorativa. Il primo nemico che ho trovato è stato il governo, che mi ha messo più di qualche volta in difficoltà con paletti imposti a noi sindaci, anche in maniera improvvisa».

Ha mai pensato, in comune accordo con gli altri sindaci dei comuni limitrofi, di protestare col governo per questa situazione?

«Guardi, le posso riportare come esempio la chiusura del nostro tribunale. Un’istituzione giuridica con 600 anni di vita. Ha resistito all’invasione napoleonica, a quella asburgica e a due guerre mondiali: è bastato che arrivasse Mario Monti per far cessare la sua esistenza. Un servizio enorme, utile non solo a Legnago ma a un intero territorio, che ora non c’è più in nome della “Spending Rewiev”. Proprio in quel contesto, abbiamo protestato insieme ai miei colleghi sindaci dei paesi vicini contro la sua chiusura. Anche Flavio Tosi, sindaco di Verona, è venuto ad appoggiare la nostra azione. Questo per far capire a chi di dovere quali conseguenze avremo a seguito di questo taglio. Ora, per tutte le pratiche giuridiche, si dovrà fare affidamento al tribunale di Verona. E questo ci costerà molto in termini sia economici che di tempistica, perché uno deve partire da qua per andare fino a Verona. Mettici la benzina per l’auto e il tempo di percorrenza della strada, è evidente a tutti che ci sono delle spese in più. Dov’è il risparmio? È vero che dei tagli andavano fatti, ma con maggior criterio, che lo Stato finora non ha avuto».