Body Painting

Marzia Bedeschi, una pittura da indossare

di Francesca Dalla Libera

Nata a Padova nel 1967, ha conseguito il diploma magistrale, il diploma di Maestro d’Arte in Decorazione Pittorica e, nel 1991, il diploma in Pittura presso l’accademia di Belle Arti di Venezia. Da allora si è sempre interessata di pittura approfondendo la propria conoscenza tecnica nei settori del Trompe l’oeil, della pittura ad acrilico, dell’acquerello, realizzando opere sia per privati che per locali pubblici.  AREA3 l’ha avvicinata per comprendere che cos’è il bodypainting e per valorizare le opere di questa straordinaria interprete.

Cosa significa, per lei, essere “pittrice di corpi”?
«Dipingere un corpo è molto diverso dal dipingere una tela. La persona che viene dipinta fa un gesto di fiducia nei confronti di chi la dipinge e questa responsabilità che sento, mi spinge sempre a dare il meglio per creare un’opera che la persona sia contenta di “indossare”.
Dipingere sul corpo rappresenta per me incarnare un’idea, che diviene viva pur rimanendo effimera: l’opera nasce, cresce, vive, respira solo per poche ore. In questo il bodypainting assomiglia molto ai mandala creati dai monaci buddisti, i quali vengono cancellati poco dopo essere stati completati per sottolineare l’ impermanenza di ogni cosa creata. Per questo nel nostro lavoro il ruolo della fotografia è molto importante, essendo l’unico mezzo che può testimoniare la creazione e l’esistenza dell’opera. Infatti , una delle caratteristiche di quest’arte è l’esistere in sinergia con altre, come appunto la fotografia, ma anche la danza e la musica, spesso accade che chi indossa questi dipinti sia anche un performer che grazie ai propri talenti fa vivere l’opera in maniera personale e spettacolare».
Che cos’è il bodypainting?
«Una tra le più antiche popolazioni che fa uso del bodypainting sono gli aborigeni Australiani: dal 60.000 a.C. dipingono i loro corpi a scopo rituale, celebrativo e propiziatorio. Ma la pittura sul corpo è stata praticata in tutti i tempi e in tutti i luoghi, dagli uomini della preistoria agli Egizi, dai Sumeri ai Giapponesi agli indiani d’America. I colori utilizzati erano tutti di origine naturale, quindi vegetale e minerale, provenienti dal luogo stesso dove gli abitanti erano insediati. Venivano applicati poi sulle parti del corpo da decorare, usando dita o pennelli.
Tutt’oggi, in molte zone del pianeta come Amazzonia, savane africane, giungle indiane, quest’arte viene praticata per scopi sciamanici e rituali. Nel mondo globalizzato ha invece assunto significati completamente diversi. Nel 1933 Max Factor, dopo aver truccato interamente la sua modella, la espose alla Fiera Mondiale di Chicago, il risultato fu l’immediato arresto di entrambi per disturbo alla quiete pubblica. Questo evento segnò l’inizio del bodypainting moderno, anche se sarebbero dovuti passare ancora molti anni prima che venisse riconosciuto e accettato come forma d’arte. Dagli anni novanta ad oggi, il bodypainting ha vissuto una rapida ascesa trovando applicazione nel settore pubblicitario, cinematografico e artistico in genere, oltre che come forma d’arte autonoma. Attualmente, in molte parti del mondo, Italia compresa, si tengono festival e concorsi di carattere internazionale interamente dedicati al bodypainting».

Da quanto tempo pratica bodypainting e in che modo ha scoperto questa passione?
«Dipingo da più di venticinque anni e nel tempo ho realizzato murales, decorazioni pittoriche e opere su tela con le quali ho anche partecipato a numerose mostre, sia collettive che personali. Nel 2011 ho sentito la necessità di approcciarmi a qualcosa di nuovo in campo pittorico e cercavo una superficie da dipingere che non avessi ancora usato, avendo già sperimentato quasi ogni tipo di supporto, tela, muro, soffitti, legno, vetro, stoffa, carta.. Fu da questa riflessione che mi venne l’idea del corpo umano. Cominciai a documentarmi sui colori adatti a questo uso e dopo varie ricerche, entrai finalmente in possesso della mia prima tavolozza per dipingere sulla pelle ed iniziai quindi a fare le prime sperimentazioni sul viso. Cominciai a trovare, grazie al web, altri artisti che si dedicavano alla pittura di corpi già da prima di me. Poi, nel dicembre 2013, volendo capire meglio come funzionasse quest’arte, decisi di iscrivermi ad un corso di una giornata tenuto a Milano da Matteo Arfanotti, uno dei migliori artisti italiani, già campione mondiale e italiano per questa disciplina. In quell’occasione appresi la notizia di un concorso a Carrara previsto per febbraio 2014, il Winter bodyart festival, e decisi di lanciarmi: fu in occasione di quel concorso che dipinsi un corpo intero per la prima volta…dopodiché, non ho più smesso!
Esistono scuole per questa disciplina?
Attualmente esistono delle scuole sia in Italia che all’estero di make up e trucco teatrale, che al loro interno hanno attivato anche corsi di bodypainting».

body painting 2
Secondo quali criteri sceglie i suoi modelli?
«La modella o il modello vengono scelti in base ad alcuni requisiti fondamentali: devono innanzitutto amare quest’arte, avere una bella presenza, essere pazienti, visto che la posa per un lavoro completo può variare dalle due alle otto ore, avere la capacità di posare in maniera disinvolta davanti alle macchine fotografiche e, possibilmente, avere delle doti espressive, come ad esempio la danza o il canto, nel caso in cui l’evento richieda l’esibizione sul palco dell’opera realizzata. In molte occasioni, la modella è stata mia figlia Sofia».
Che tipo di tinture vengono utilizzate?
«I colori utilizzati sono tutti all’acqua, quindi lavabili con una doccia, e studiati appositamente per la pelle, traspiranti e anallergici, appartengono alla categoria dei cosmetici».

In base a cosa sceglie il tema da rappresentare sul corpo? Ci sono tematiche che preferisce o sente particolarmente sue?
«Quando si partecipa ad un concorso, il tema viene dato dall’organizzazione, ma generalmente il tema è libero, tranne nei casi in cui ci sia un committente che richiede uno specifico argomento.
Personalmente, anche se il lavoro si basa su un tema dato, cerco sempre di inserire il mio linguaggio e le mie tematiche, che sono il Cosmo, l’Inconscio, il mondo dei Sogni e la Spiritualità».
è necessario un ambiente con particolari caratteristiche per dipingere?
«Generalmente riesco ad adattarmi a tutti gli ambienti, ma è fondamentale che ci siano buone condizioni di luce.
Ha vinto numerosi premi, l’ultimo a Riposto in Sicilia, che sensazioni le suscita vedere riconosciuta e premiata questa sua arte?
è una gran bella soddisfazione! Dietro ad un progetto ci sono molte ore di studio, di progettazione dei disegni, studio della composizione e dei colori e talvolta anche ore di prove . Tutto ciò per arrivare all’esecuzione vera e propria il più possibile preparati in ogni dettaglio. Questo anche perché il tempo impone dei limiti imperativi, ad esempio in un concorso generalmente si hanno a disposizione 6 o 7 ore. Quando il tempo scade, bisogna abbandonare i pennelli e quel che è fatto è fatto! Sempre, anche in un lavoro su commissione bisogna tenere conto del tempo, anche se con più elasticità, in quanto i modelli non possono posare all’infinito. Non da ultimo, soprattutto quando si parla di concorsi, bisogna tener presente che ci sono molte spese per gli spostamenti, i materiali e i modelli stessi, quindi veder riconosciuta e premiata la propria arte ripaga in termini di soddisfazione tutta la fatica che ci sta dietro.
Ma c’è anche un altro motivo di soddisfazione, più sottile se vogliamo e più importante: vedere la mia arte riconosciuta significa che sono riuscita a trasmettere qualcosa, un’emozione, un messaggio, un pensiero, un’idea, qualcosa che lascia un segno, una traccia di luce, un seme. Questo è il motivo per cui dipingo, che siano quadri o corpi. Credo che il linguaggio dei segni e dei colori possa trasmettere qualcosa di spirituale, che va da anima ad anima; è un linguaggio multidimensionale che ci permette di vedere ciò che la razionalità non contempla. L’Arte apre le porte verso altri mondi e il suo compito, secondo me, è quello di infondere bellezza, armonia e speranza in questo mondo».