Oltre 400 esuberi alla Ferroli: operai ed impiegati in allarme

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La “Ferroli” è una bomba ad orologeria. Dopo i timori dello scorso anno per il pericolo di centinaia di licenziamenti, con il Piano industriale approvato a metà luglio dall’amministratore delegato i timori sono diventati una triste realtà. Su un totale di 1.200 dipendenti distribuiti negli stabilimenti presenti in Italia, gli esuberi dichiarati dall’amministrazione sono la metà. Per garantire maggiore competitività all’azienda, l’attività verrà ridotta, sarà più mirata e il cuore aziendale verrà concentrato ed intensificato a San Bonifacio. Subito dopo l’annuncio del Piano di ristrutturazione, i sindacati hanno proclamato lo stato di agitazione e la politica locale è stata subissata di richieste e inviti a fornire supporto e a cercare una mediazione per evitare il terribile impatto sul capoluogo dell’Est veronese della fuoriuscita di centinaia di dipendenti (oltre 400 esuberi sono previsti negli stabilimenti di San Bonifacio: esattamente la metà della forza lavoro presente nel Veronese). Nella seconda metà del prossimo anno le strutture produttive della «Ferroli», in Italia, saranno distribuite in quattro stabilimenti. A Casole d’Elsa, nel Senese, sarà concentrata la produzione di scaldabagni; a Villanova quella di caldo e freddo residenziale e industriale, gli uffici centrali dell’azienda, e la sala prove caldo-freddo; la palazzina uffici di San Bonifacio Nord ospiterà il centro addestramento Ferroli, gli uffici Lamborghini, quelli Anselmo Cola e il centro Start-up esterne, mentre nello stabilimento San Bonifacio Nord troveranno posto la produzione bruciatori e prodotti specialistici Lamborghini, quella di biomassa Anselmo Cola e la sala prove bruciatori e biomassa. Le altre sedi saranno cedute o vendute. Per quanto riguarda la logistica europea, sarà riorganizzata attorno a due magazzini centrali in Italia e Spagna. La fonderia a San Bonifacio verrà chiusa. Il 21 luglio gli operai della «Ferroli» si sono riuniti in assemblea…

 

(segue su AREA3 n°68 – settembre 2016)

di P.Bosaro