TAV Lonigo

Passaggio Tav: una devastazione del territorio?

di Rino Boseggia

La realizzazione del progetto della TAV (treni ad alta velocità) che interessa la nostra area di riferimento (in particolare i territori in comune di San Bonifacio, Lonigo e Montebello) stanno suscitando molte perplessità e prese di posizione da parte di amministratori locali. Il passaggio a raso, ad esempio, dei binari della TAV a San Bonifacio rischia di essere devastante, secondo il parere del sindaco Provoli che auspica un affiancamento alla provinciale Porcilana

Con la realizzazione della linea ferroviaria che permetterà il passaggio dei treni ad alta velocità verrà modificato per un centinaio di metri il vecchio tracciato in particolare con lo scopo di eliminare la curva che immette i treni alla stazione di Lonigo. Curva che nel momento di progettare il tratto della “Strada a Ruotaje di ferro” Vicenza -Verona (inaugurato nel 1849 nonostante i moti rivoluzionari) non era stata contemplata dal disegno redatto dall’ing. Milani, progettista dell’opera, ma che era stata successivamente inserita per permettere (su pressioni politiche da parte dei potenti leoniceni dell’epoca) ai treni di attraversare almeno un lembo del territorio in comune di Lonigo. Una decisione, quella di costruire la stazione a cinque chilometri dal capoluogo, che dopo circa due secoli dalla sua realizzazione risulta essere quanto mai provvidenziale in quanto con il progetto del nuovo tracciato della TAV non sono previsti autentici disastri di distruzione di fabbricati rurali, civili oppure insediamenti industriali. Al massimo verranno abbattuti due case e il fabbricato attuale della stazione. Niente se paragonato a quanto potrebbe accadere a San Bonifacio dove, se si dovesse ampliare l’attuale stazione per permettere il passaggio dei treni ad alta velocità si dovrebbero abbattere 105 fabbricati, pari a ben 545 unità abitative. Verrebbe resa al suolo anche la Cantina Sociale. Una vera e propria “delenda San Bonifacio”.

TAV Lonigo
Nell’incontro organizzato in sala convegni dall’attuale amministrazione il sindaco Boschetto, prima di dare la parola ai dirigenti dell’Ufficio Tecnico, ha subito messo le mani avanti affermando che sulla TAV si può discutere all’infinito, ma che si tratta di un’opera che va realizzata. «Posso solo assicurare – in base alle promesse ricevute- che la stazione di Lonigo verrà trasformata in una fermata con pensilina, ma che con la realizzazione della metropolitana di superficie verrà potenziata e dotata di ampio parcheggio. Ora ci stiamo adoperando per presentare tutte le osservazioni alla RFI- ITALFER entro il 30 giugno 2015 per fare in modo che i proprietari delle due case che verranno abbattute e dei terreni espropriati ed interessati alla leggera deviazione dell’attuale tracciato siano compensati nel modo giusto e in breve tempo come accaduto a suo tempo con la circonvallazione». L’architetto Pilotto, nell’illustrare il nuovo percorso della Tav, ha posto in evidenza che la sua realizzazione comporta anche un approccio diverso rispetto al passato per quanto riguarda in particolare la “vecchia stazione” di Lonigo. La sua trasformazione in fermata per la progettata metropolitana di superficie prevede la costruzione di nuovi ampi parcheggi e la realizzazione di un cavalcavia, o ampliamento dell’attuale sottopasso che da via Trissino conduce in via Fossacan Un sottopasso che attualmente non permette ad esempio il transito di corriere che, nei prossimi anni, potrebbero essere impiegate per trasportare utenti che intendono servirsi della metropolitana di superficie e provenienti dalle aree a Nord di Lonigo, come Gambellara, e Roncà.

«Perché non una stazione ad Almisano? »
Da sempre contrario al progetto attuale della TAV è stato Vittorio Rizzoli che nei giorni scorsi ha fatto protocollare una sua proposta rivolta all’assessore Giacomello. «Torno a ribadire –scrive Rizzoli- quanto scritto a suo tempo sull’argomento PAT e cioè che bisognerebbe lasciar perdere la stazione di Lonigo-Locara e pretendere di fare la fermata nella frazione di Almisano. Per quali motivi? Perché la frazione di Almisano è a ridosso di una vasta zona industriale, frequentata da seicento lavoratori e da un’altra zona commerciale-industriale come quella di Gambellara. Con questa opzione non ci sarebbe bisogno né di modificare la viabilità esistente, né di un sottopasso ferroviario. Con la stazione ad Almisano si renderebbe necessario eliminare quella vicina di Montebello dal momento che subito dopo verrà realizzata una nuova stazione vera e propria a Montecchio Maggiore all’altezza della costruenda uscita dell’Autostrada. Ad Almisano sarebbe poi possibile realizzare ampi parcheggi senza espropri di aree adibite a produzioni industriali».