Pasetto

Sergio Pasetto. L’Argentina commissiona allo scultore un obelisco di 22 metri

Sergio Pasetto, originario dell’Est Veronese, è un artista molto rinomato e apprezzato non solo nella sua amata Verona e in Italia, ma anche in Europa e nel mondo. Mentre ci accompagna a visitare lo Studio di Castel d’Azzano, rimaniamo impressionati dalla sua produzione che è tanto vasta, quanto varia: Pasetto, che ha frequentato l’Istituto d’Arte Nani e ha lavorato per 5 anni come orafo, dimostra di sapersi muovere con disinvoltura tra generi molto diversi tra loro. «Utilizzo tante tecniche e tanti stili – spiega l’artista – perché dentro di me siamo in tanti. Produco tanto perché sono fatto così: se mi viene un’idea le do immediatamente vita, senza stare a preoccuparmi della linea o della forma.

Non mi interessa solo il bello nell’arte, prima di tutto mi interessa il pensiero, ciò sento e che voglio esprimere». Dopo un esordio essenzialmente pittorico, Pasetto ha iniziato a dedicarsi anche alla scultura, soprattutto bronzi, grazie al suggerimento dell’amico frate Beniamino Michieletto che aveva scorto nelle sue tele una palpitante seppure inconsapevole mano di scultore. Aveva ragione: c’è un qualcosa di unico e di geniale nel modo in cui Pasetto plasma la materia, inspiegabilmente riesce a farla parlare, ne porta in superficie l’anima.

«La scultura è arte, ma è anche un lavoro pesante, da artigiano – sottolinea l’artista con la solita spontaneità disarmante – ma mi sostengono la fantasia e l’entusiasmo». Moltissime le sue opere esposte a Verona, solo per citarne alcune: il portale con le formelle di Giulietta e Romeo alla Tomba di Giulietta, il busto di Shakespeare sotto i portoni di Piazza Bra, la scultura bronzea raffigurante la storia d’amore tra Giulietta e Romeo posta nei giardini della stessa piazza e svariate formelle con il medesimo soggetto collocate in molti altri punti della città. Vanno poi ricordati lo stendardo bronzeo dedicato al Bacanal del Gnoco vicino a San Zeno, la statua di Giovanni Battista in Duomo e il busto di Santa Calabria nella Chiesa dei Santi Apostoli.

Ma il capolavoro di Sergio Pasetto è senza dubbio “La porta sul mondo”, un portale bronzeo alto più di 3 metri, con 24 formelle raffiguranti storie dell’Antico e nel Nuovo Testamento che è stato collocato all’Ingresso di Santa Maria Ausiliatrice a Verona. La fama di questa imponente, meravigliosa creazione si è diffusa a tal punto che un committente argentino ha chiesto a Pasetto di realizzare un’opera con le stesse formelle di quel portale, da collocare a Plaza de Mayo a Buenos Aires.

Detto fatto. Lo scultore ha progettato un obelisco: 3 facciate, 8 formelle per facciata. Il prototipo di oltre 5 metri (con formelle bronzee e struttura in acciaio) che Pasetto ha realizzato, è stato collocato in Piazza Duomo a Verona e poi all’interno di Porta Palio. L’intenzione è infatti quella di portare il mini- obelisco “in tournèe” nei i luoghi più significativi della città. A quanti pensano che un obelisco di oltre 5 metri sia enorme è bene dire subito che l’obelisco argentino sarà alto 22 metri e interamente in marmo. «Nel giro di due anni l’obelisco sarà ultimato.

Verrà realizzato in Argentina – spiega Pasetto – perché costruirlo qua sarebbe troppo costoso. Ovviamente ho già spedito là i miei disegni e le mie direttive. So che vorreste sapere il nome del committente, ma mi ha chiesto di mantenerlo segreto fino alla completa realizzazione dell’opera». A fronte di una carriera come quella di Pasetto, costellata di riconoscimenti e di successi, sorprendono ancora di più la sua semplicità e la sua grande generosità.

La bellezza delle sue opere deve essere senz’altro il riflesso del bello che ha dentro di sé. «Il mio scopo – ci ha detto l’artista nel salutarci – è sempre stato dare e ricevere soddisfazioni. Vivo di questo. I soldi passano, le soddisfazioni restano».