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Tag: #AREA3 #Brendola

Il sindaco sfiduciato: «Sono stato tradito dalle mie persone»

Dopo la sfiducia al sindaco Renato Ceron, a Brendola da qualche giorno si è insediato in comune il commissario prefettizio Luigi Vitetti, che traghetterà Brendola fino alle prossime elezioni, presumibilmente tra maggio e giugno

Abbiamo chiesto all’ormai ex sindaco di Brendola come si è arrivati al commissariamento: “Il discorso che ci siamo trovati in difficoltà non è un discorso amministrativo, voglio chiarirlo, è solo ideologico. E’ venuta meno la fiducia e quindi da li è iniziata tutta una serie di cause, concause e momenti di difficoltà per l’amministrazione, mai sotto l’aspetto amministrativo però, solo ideologico: quindi gender, profughi… io direi che l’amministrazione è caduta per ideologia partitica. Io sono un civico, volevo stare civico, non volevo sentirmi tirare la giacca da nessuno e quindi il mio modo di operare continuava ad essere quello che ho iniziato nel 2008 e volevo terminarlo nel 2018”.

Il suo dispiacere più grande?

«Quello di essere stato tradito dalle mie persone, che erano le persone con cui io avevo il massimo del rapporto. I primi cinque anni di amministrazione sono andati abbastanza lisci, senza contrasti. E’ cominciato subito nel 2013 il problema, io avevo creato una squadra forte, volevo far capire che per amministrare un paese non c’è bisogno del partito politico, c’è bisogno delle persone, e queste persone non devono essere a servizio dei partiti, ma dei cittadini. Amministrare in un paese così vuol dire essere a disposizione ogni giorno della settimana. Non ho mai detto che ho fatto io, ma ha fatto l’amministrazione di cui io ero sindaco… però non puoi se oggi mi guardi negli occhi dicendomi una cosa, domani andare sul giornale e dirmi esattamente il contrario. Se io ho sbagliato a fare determinati passaggi, in giunta si battono i pugni e poi quando si è terminato di battere i pugni, stretta di mano e si lavora, ma sempre con la testa alta e guardandosi negli occhi. Io sono abituato a guardare sempre le persone negli occhi e questo è stato il mio modo di governare. Non è andato bene a chi mi ha sfiduciato, ma a tantissimi brendolani è andato bene. A maggio vedremo…».

di Massimo Abate

(segue su AREA3 n°73 – febbraio 2017)

Ferruccio Marzari: la leggenda di un aviatore d’altri tempi

Ferruccio Marzari, un aviatore originario di Brendola e morto a soli 27 anni non in battaglia durante il primo conflitto mondiale ma per un incidente di volo, è uno di quei personaggi che sono avvolti nella leggenda. E Brendola, per ricordarlo, ha allestito una Mostra con una ricchezza di immagini incredibili in occasione della celebrazione del 4 Novembre. Ma chi fu veramente Ferruccio Marzari, questo temerario “airone” dei cieli, amico di D’Annunzio tanto da seguirlo nel suo incredibile progetto di partecipare al raid Roma- Tokyo? Prima di tutto fu un asso dei cieli della prima Guerra Mondiale, un conflitto che immortalò e fece conoscere aviatori mitici come Francesco Baracca che presero il posto di eroi del Risorgimento come Enrico Toti che lanciò la sua stampella contro le schiere nemiche essendo rimasto senza armi. Con i loro rudimentali aerei i piloti dell’aeronautica italiana seminavano il panico e vittime sganciando bombe sulle trincee austriache, e qualche volta per sbaglio anche su quelle italiane. Di enorme importanza strategica era inoltre il rilevamento fotografico della posizione delle truppe nemiche. Ferruccio Marzari venne premiato con una medaglia d’argento al valore militare per una ricognizione in Germania. Marzari, un cognome diffuso nella zona di Brendola – Sarego Marzari nacque a Brendola in una casa tuttora esistente nella via che porta il suo nome. Un cognome, quello di Marzari, comune non solo nel comune brendolano, dove vive ancora una sua nipote, ma anche a Meledo: un Marzari fu sindaco anni fa proprio di Sarego. Come si può vedere dalle foto era uno scricciolo di uomo, alto poco più di 1 metro e sessanta e decisamente mingherlino.

di M.Abate

( segue su AREA3 n°71 – dicembre 2016)