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Tag: #lonigo #area3

La 532ª Fiera di Lonigo

LONIGO – Si è chiusa con successo la 532° fiera di Lonigo, superando anche gli ottimi risultati dell’edizione precedente nella quale si era registrato un forte incremento di presenze.

Nei quattro giorni fieristici, la città di Lonigo ha messo in mostra il meglio di sé: dalle imprese del territorio, ai prodotti tipici, alle scuole e all’associazionismo, con particolare riguardo al mondo dell’agricoltura. La conferma del grande successo si poteva già notare anche dal numero di auto che nel pomeriggio di domenica hanno occupato ogni parcheggio disponibile in centro e in periferia. Vincente la scelta di suddividere in “Corti” i vari settori interessati dalla fiera: l’artigianato, l’agricoltura, il giardinaggio, la viticoltura, l’edilizia, il tempo libero e l’enogastronomia. Soddisfazione anche per la grande affluenza agli stand allestiti dagli agricoltori di Amatrice ospitati in Piazza Matteotti nella Corte del Contadino.

«Un successo – conferma l’assesore alla Fiera Flavio Mirandola – che ha superato anche la fiera 2017, nella quale si era pure registrato un forte incremento di presenze. Il conta-persone installato all’entrata del capannone principale ha indicato per la sola giornata di domenica il passaggio di 52 mila visitatori. Aggiungendo gli altri tre giorni dell’evento e le sezioni espositive situate fuori del Parco Ippodromo, possiamo affermare di aver certamente superato centomila presenze».

(segue su AREA3news n°85 aprile 2018)

Lonigo, cantiere aperto

Nel corso di una breve conferenza stampa a Villa Mugna, l’assessore ai lavori pubblici Andrea Castiello (il sindaco era assente perché impegnato nella Conferenza dei sindaci dell’Ulss) ha elencato una lunga serie di lavori che stanno per essere iniziati o in via di ultimazione. A dire il vero, in questo ultimo scorcio dell’anno, i leoniceni hanno la sensazione di vivere in mezzo ad un cantiere aperto, suscitando l’invidia di quanti risiedono nei comuni vicini dove tutto è fermo, con marciapiedi e tratti di strade comunali piene di buche se non dissestati. La domanda: ma dove va il Comune di Lonigo a prendere i soldi? L’assessore Castiello in parte risponde al quesito.

Tennis

«Nei mesi scorsi- spiega l’assessore alla presenza del collega Alessandro Lazzarin- avevamo ricevuto una richiesta di contributo da parte della dirigenza del Tennis Club per mettere a norma l’impianto di illuminazione dei quattro campi da tennis. Dalla Regione Veneto abbiamo ottenuto un importo di 37 mila euro che ci ha permesso di erogare un contributo pari a 29 mila euro. Da precisare che i costi per l’installazione del pallone che serve a coprire un terzo campo sono a carico del sodalizio in quanto si tratta di una iniziativa privata. Da calcoli fatti risulta che il risparmio energetico per il Tennis Club sarà di circa il 60% rispetto al passato».

Rifacimento barchesse di Villa Mugna

Dopo tante chiacchiere e promesse mai mantenute, i lavori nelle barchesse di Villa Mugna (su progetto ing. Tiso) stanno per essere ultimati. Ed è veramente incredibile osservare gli spazi ottenuti, che serviranno sia per la biblioteca che per le associazioni locali, soltanto se si pensa che fino a qualche anno fa le barchesse erano adibite a ripostigli, veri e propri tuguri inguardabili. Ora, a qualche mese dall’inaugurazione ufficiale, la breve visita con l’assessore Castiello ci permette di “scoprire” locali ampi, con finiture di pregio, con largo impiego di travature in legno e sottotetto che ricorda quello delle case di una volta, per non parlare del recupero delle pietre dei muri perimetrali al pianterreno. «Per le barchesse di Villa Mugna – ci rivela l’assessore Castiello – abbiamo avuto una donazione di 50 mila euro da parte della Fondazione Cariverona subordinata a lavori di interesse socio culturali. Si tratta di una somma consistente per un progetto il cui importo complessivo si aggira sui 270 mila euro». Una volta terminati i lavori la comunità leonicena potrà avvalersi di una sala polivalente molto ampia, di un auditorium attrezzato (un centinaio di posti). Nella parte superiore ci sarà uno spazio per i ragazzi a disposizione della biblioteca (70 metri quadri attrezzati). Tutto il restante spazio verrà adibito a molte altre iniziative. Tutti i locali verranno gestiti da un’associazione. Un cenno merita anche il lavoro eccellente del tecnico che ha progettato gli spazi»….

di R.Boseggia

(segue su AREA3 n°71 – dicembre 2016)

Nuovo direttore artistico del Teatro: tra i papabili Anderloni

MANUELA BEDESCHIPer intervistare Manuela Bedeschi, nuova Presidente del Consiglio di Amministrazione dell’Istituzione Teatro Comunale di Lonigo, siamo stati accolti nella loggia di Villa Pisani Bonetti di Bagnolo e, nell’attesa di essere ricevuti, ci siamo gustati l’occhio guardando il verde rigoglio primaverile fondersi con l’armoniosa architettura palladiana. Cosa l’ha portata alla candidatura, cos’è che la lega al teatro? «La cultura è l’ambiente in cui vivo e il teatro in particolare fa parte dei miei interessi. L’ho approfondito. Ho accolto l’invito del sindaco e ho presentato la mia candidatura al Consiglio di Amministrazione del teatro, anche perché ho capito che la politica non centrava niente, si trattava solo di mettersi al servizio della cultura. Con il mio ruolo di Presidente spero di riuscire a coinvolgere più persone qualificate, oltre che operare un’azione di controllo». Come ci presenta la vostra squadra? «Si è creato un bel gruppo di lavoro, piuttosto eterogeneo. Fondamentali saranno le due figure più giovani: Alessandra Tassoni, che vive nel mondo della musica, e Alice Laura Culpo, grande appassionata di cultura. Abbiamo accolto la disponibilità da parte di Francesco Rezzadore, ex presidente del C.d.A., e vantiamo anche la presenza Cleto Munari, designer triestino di fama internazionale e vicentino di adozione». Qualche idea per il direttore artistico? «Da parte del sindaco è stato emanato un avviso per la nomina di direttore artistico dell’istituzione Teatro Comunale. Stanno arrivando molti curricula che saranno tutti vagliati. Sicuramente anche Alessandro Anderloni, direttore artistico del festival estivo, sarà valutato tra i candidati papabili. Una cosa è certa: l’incaricato dovrà essere una persona molto coinvolta che seguendo le indicazioni del Sindaco dovrà proporre un programma diversificato in modo da coinvolgere un pubblico sempre più ampio ed eterogeneo». La tipologia degli spettacoli rimarrà la stessa o ci sarà qualche novità? «Sicuramente la formula finora utilizzata è stata vincente, ci sono stati buoni numeri, ma questo non vuol dire che non si possa fare di più. Cercheremo di portare rinnovamento soprattutto nel coinvolgimento, che deve allargarsi rispetto alla classica cerchia di appassionati del teatro. Di certo nella prossima stagione, a Lonigo, non potrà mancare la lirica, genere che rende famoso il teatro leoniceno anche nelle provincie limitrofe». Per quanto riguarda i finanziamenti della prossima stagione? «Una delle ragioni per cui il Consiglio di Amministrazione è così eterogeneo è per renderlo funzionale e per intessere una rete di contatti commerciali più ampia possibile. L’impegno sotto l’aspetto organizzativo è già iniziato e pare stia già dando i primi risultati».

di Chiara Ballan

NOMINATO IL NUOVO CDA DEL TEATRO

di Chiara Ballan

Lonigo CDA teatro_16 IMG_9428La sera del 3 maggio sono stati nominati i componenti del Consiglio di Amministrazione dell’Istituzione Teatro Comunale G. Verdi di Lonigo. Il nuovo Consiglio è composto da Manuela Bedeschi (Presidente), Giovanna Tassoni (Vicepresidente) e i consiglieri Cleto Munari, Alice Laura Culpo e Rezzadore Francesco. Il Commissario Straordiario Pasquale Finelli diventa Direttore Amministrativo, mentre Ivana Martelletto continua con l’incarico di Assessore al Teatro. Il nuovo C.d.A. si è già messo all’opera annunciando a breve una serie di incontri per scegliere il nuovo Direttore artistico. Tra questi verranno sicuramente interpellati il direttore uscente Carlo Mangolini e Alessandro Anderloni, direttore di “POSTOUNICO, Festival della musica nei luoghi d’arte”, in programma a Lonigo a giugno e luglio.

La crisi delle stalle: chiusi 700 allevamenti

di Rino Boseggia

 

L’Italia è in vetta alle classifiche sulla genetica dei bovini. Animali più sani, dunque, più longevi e, soprattutto, capaci di produrre un latte di alta qualità. Eppure un caffè espresso viene pagato come tre litri di latte

EUGENIO RIGODANZO, ALLEVATORE DI LONIGO: “SIAMO COSTRETTI A CHIUDERE LE STALLE!”

Acquistano latte straniero, producono formaggi che sembrano tipici e si prendono pure i fondi previsti dal Programma di sviluppo rurale. Sembra incredibile, ma è quanto accade oggi. Un allevatore di Lonigo, Eugenio Rigodanzo, da sempre in prima fila nella guerra delle “quote latte”, sollecita una chiara presa di posizione del governo nazionale e regionale sulla questione, per evitare che fondi indispensabili per gli allevamenti veneti vengano di fatto dispersi in quello che lui chiama “sistema criminale” sostenendo chi fa i propri interessi e non quelli dell’economia locale. “I fondi del Programma Sviluppo Rurale devono essere riconosciuti soltanto a chi produce e trasforma prodotti del territorio – spiega Eugenio Rigodanzo- rispettando l’economia locale, ma anche i consumatori finali, che altrimenti acquisterebbero, come purtroppo avviene, un prodotto realizzato a partire da una materia prima del tutto estranea alla tradizione”. “La preoccupazione è forte, in quanto tale situazione genera una serie di inconcepibili effetti, primo fra tutti l’inganno al consumatore finale, ma al pari una concorrenza sleale nei confronti dei produttori e dei trasformatori onesti, costretti a sostenere costi più elevati e, quindi, incapaci di competere nel mercato. Continuare a sostenere chi trasforma materie prime straniere – prosegue Rigodanzo – è come incentivare la sottrazione di posti di lavoro e la chiusura degli allevamenti. Una situazione che certamente non può essere tollerata”.

Il “Sistema” dell’erogazione contributi comunitari: la lettera-denuncia al Capo dello Stato

Incontriamo Rigodanzo, nella sua stalla di via Villaraspa a Madonna di Lonigo e come sempre ci fornisce un pacco di documenti per dimostrare come il suo impegno a tutela del latte italiano sia totale. “Di recente – ci spiega – come tecnici del settore non allineati al sistema truffaldino abbiamo rivolto una lettera al presidente della Repubblica Mattarella consapevoli che si tratta di una persona perbene. Nel documento portiamo a conoscenza del presidente quello che noi riteniamo la “madre di tutte le truffe” che sia mia stata perpetrata ai danni di tutti i cittadini italiani e, in particolare, degli addetti al comparto agricolo: una sorta di maxi tangente agricola he riguarda i meccanismi che si celano dietro l’erogazione dei contributi comunitari». «Al presidente Mattarella abbiamo fatto presente- continua Rigodanzo- che non abbiamo volutamente coinvolto il competente Dicastero e le Organizzazioni di categoria, in quanto a nostro avviso sono artefici proprio del sistema che denunciamo in questo scritto, sistema che si è appropriato, negli anni di ingenti finanziamenti pubblici provenienti dall’ UE…parliamo in valore assoluto di miliardi di euro ogni anno. Il principale strumento attorno al quale si sviluppa questo “Sistema” è l’architettura informatica gestita da ACEA, attraverso SIN e la miriade di società stelliti che nel tempo hanno creato infiniti applicativi, con costi abnormi e con l’unica finalità di rendere il meno trasparente possibile l’intero comparto e e facilitare così chi nella scientifica confusione ne trae illeciti profitti. Un complesso di data base e terminali non certificati che permettono di inserire, modificare e cancellare dati senza alcun tipo di “tracciamento”, nel più completo anonimato e nell’assoluta certezza dell’impunità. Per tutti loro è facile creare fittizi intestatari di proprietà e quindi di beneficiari di contributi…Il vulnus che è stato scientificamente predisposto a tavolino porterà nei prossimi mesi i propri frutti (finanziamenti comunitari) nelle tasche di queste persone sopra denunciate, drogando un mercato di per sé già in agonia da tempo».

 

(segue su AREA3 maggio 2016 n°65)