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La 532ª Fiera di Lonigo

LONIGO – Si è chiusa con successo la 532° fiera di Lonigo, superando anche gli ottimi risultati dell’edizione precedente nella quale si era registrato un forte incremento di presenze.

Nei quattro giorni fieristici, la città di Lonigo ha messo in mostra il meglio di sé: dalle imprese del territorio, ai prodotti tipici, alle scuole e all’associazionismo, con particolare riguardo al mondo dell’agricoltura. La conferma del grande successo si poteva già notare anche dal numero di auto che nel pomeriggio di domenica hanno occupato ogni parcheggio disponibile in centro e in periferia. Vincente la scelta di suddividere in “Corti” i vari settori interessati dalla fiera: l’artigianato, l’agricoltura, il giardinaggio, la viticoltura, l’edilizia, il tempo libero e l’enogastronomia. Soddisfazione anche per la grande affluenza agli stand allestiti dagli agricoltori di Amatrice ospitati in Piazza Matteotti nella Corte del Contadino.

«Un successo – conferma l’assesore alla Fiera Flavio Mirandola – che ha superato anche la fiera 2017, nella quale si era pure registrato un forte incremento di presenze. Il conta-persone installato all’entrata del capannone principale ha indicato per la sola giornata di domenica il passaggio di 52 mila visitatori. Aggiungendo gli altri tre giorni dell’evento e le sezioni espositive situate fuori del Parco Ippodromo, possiamo affermare di aver certamente superato centomila presenze».

(segue su AREA3news n°85 aprile 2018)

Presentato il “Marzo lirico leoniceno”

 

La serata di inaugurazione del Teatro Comunale di Lonigo avvenne il 23 ottobre 1892 con la rappresentazione di “Un ballo in maschera”, aprendo la tradizione operistica leonicena. Il prossimo marzo, grazie ad un’iniziativa dell’Amministrazione in collaborazione con la Direzione Artistica di Alessandro Anderloni, verrà proposto un nuovo festival tutto dedicato alla lirica. Sarà il “Marzo lirico leoniceno”, che è forte delle tradizioni del passato storico del teatro e che ammicca al futuro con la proposta di esibizioni dei più giovani talenti lirici del territorio. Inoltre, con questa occasione, si aggancia la collaborazione delle principali istituzioni liriche italiane. «Non è stato facile organizzare questo festival – commenta il sindaco Luca Restello – per le ristrettezze economiche e per la grande stagione teatrale che è già stata organizzata. Con prezzo accessibile abbiamo tentato di puntare ad una qualità che ci avvicina all’Arena di Verona». «Abbiamo voluto percorrere tre strade per stilare il programma – apre Anderloni -. Prima: aprire a collaborazioni prestigiose (quest’anno toccherà all’Arena di Verona), convinti che questo teatro, avendo una tradizione storica unica, meriti qualità e grandi eventi. Secondo: approfondire il filone della ricerca storica e nella tradizione, inaugurando un programma triennale su Giuseppe Becce, uno dei più straordinari compositori di colonne sonore. Becce è molto famoso a Berlino, dove ha vissuto, ma non molto a Lonigo. Per l’occasione sarà organizzata una mostra a lui dedicata. Terzo: focalizzare l’attenzione al locale e ai giovani che si addentrano nel professionismo musicale. Speriamo che questo festival lirico segni un tratto distintivo di questo teatro, soprattutto nel periodo già frizzante della fiera leonicena». Quattro gli appuntamenti in programma. Si comincia sabato 4 marzo con il concerto del coro dell’Arena di Verona “Fuoco di Gioia”, in collaborazione con la Fondazione Arena di Verona, in cui verranno presentati i brani più noti del melodramma. Per il secondo appuntamento di venerdì 17 marzo c’è l’omaggio al celebre leoniceno Giuseppe Becce, pioniere della musica da film, con la visione della pellicola “Wagner” e una presentazione di Luigino Rancan, studioso del compositore. Si prosegue il 29 marzo con la presentazione del libro “Croce e delizia. Incontri veneti con il melodramma di Verdi” del critico musicale Cesare Galla, che dialogherà con Bepi De Marzi e Anderloni. Il festival si conclude l’8 aprile con il “Galà lirico leoniceno”, in cui tre soprano leonicene (Giulia Bolcato, Carlotta Bellotto e Medea De Anna), si esibiranno per la prima volta sul palco del “loro” teatro e saranno accompagnate dall’Orchestra Accademia del Concerto diretta da Maurizio Fipponi e dall’organista Alberto Maron. La serata è stata organizzata in collaborazione con la ProLoco.

di Chiara Ballan

RSA (ex casa salute) verso la chiusura?

L’ex Casa Salute ( un tempo manicomio) ora Rsa rischia di essere chiusa. Gli ospiti attuali della struttura, secondo quanto ci hanno riferito alcuni familiari ed infermieri dell’Ospedale di Lonigo, rischiano di essere trasferiti (solo una parte) in nuova sede a Pederiva di Grancona

Intervista a Maria Ballotta presidente del comitato “L’Orizzonte”

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Quando e perché vi siete costituiti in Comitato?

«Il Comitato Familiari degli Ospiti della RSA “L’orizzonte” si è costituito in data 25 luglio 2016 per dare voce a coloro che a causa dello “stigma” sono senza voce: gli Ospiti della struttura. Numerose sono le problematiche relative alla gestione del disagio psichico, considerato nel suo contenimento e non nel suo aspetto riabilitativo. Il Comitato, di cui sono stata eletta presidente, si è formato spontaneamente con tanta fatica».

Che cosa prevede l’Atto costitutivo che vi siete dati?

«Come si può leggere nell’Atto Costitutivo il Comitato non ha fini di lucro ma si prefigge determinati obiettivi tra i quali promuovere e sostenere tutte le iniziative, le attività e gli interventi mirati alla tutela e alla salvaguardia dei diritti e degli interessi degli Ospiti utenti della RSA di riabilitazione mentale “L’orizzonte” di Lonigo e delle future Comunità Alloggio Estensive; monitorare e rendersi portavoce delle problematiche relative agli Ospiti e ai loro familiari per rendere dignitoso e, migliorare, il livello qualitativo dei Servizi forniti. In particolare intendiamo collaborare con la Direzione della RSA, delle future Comunità Alloggio e del Consorzio Prisma nella ricerca di idee e proposte volte a migliorare la permanenza e la riabilitazione degli Ospiti presso la struttura. Inoltre vogliamo…..

di R.Boseggia

(segue su AREA3 n°69 ottobre 2016)

Il parroco don Vittorio trasferito a Chiampo

Anche il parroco di Lonigo, don Vittorio, è stato inserito nella lista dei preti che a settembre saranno destinati ad altra sede. Inutile dire che la sorpresa in città è stata grande e non da tutti condivisa in quanto la presenza contemporanea di due parroci con le stesse funzioni non può che suscitare alcune perplessità nella gestione di una parrocchia di grandi dimensioni. Al parroco don Vittorio (nostro prezioso collaboratore da tanti anni in particolare per le inchieste ndr) abbiamo posto alcune domande

Don Vittorio, come è nata la decisione del Vescovo di trasferirla a Chiampo? Se l’aspettava? Come l’ha presa?

Lonigo Duomo IMG_0222«Sono a Lonigo da sedici anni e pensavo di continuare qui fino a quando, con il venir meno delle forze, il buon senso avrebbe suggerito di lasciare il posto a qualcuno più giovane. Lonigo è di fatto la mia casa. Il Vescovo stesso nel gennaio scorso mi aveva detto di continuare e di avviare l’Unità pastorale con le altre parrocchie del Comune. Poi è successo che il parroco di Chiampo ha avuto problemi di salute da cui si è solo parzialmente ripreso. Il Vescovo ha dapprima sondato la mia disponibilità e poi mi ha espressamente rivolto la richiesta di assumere la nuova parrocchia. Ho risposto di sì perché così ho sempre fatto da quando il 28 giugno 1972 sono stato ordinato prete. Aggiungo una confidenza: pochi giorni dopo l’incontro con il Vescovo sono scoppiate le polemiche relative alla mia decisione di chiudere il Bar Verdi; sono state inventate e divulgate malignità, che mi hanno ferito, soprattutto perché avevo l’impressione che molti vi credessero e trovassero gusto nel crederci. Mi chiedevo: in tutti questi anni è questa la fama che mi son fatto, di uno che trama contro la gente? E così la richiesta rivoltami giorni prima dal Vescovo, che era assolutamente all’oscuro della vicenda Bar (l’ho informato io in seguito), è sopraggiunta come una liberazione e non ho minimamente pensato di opporre obiezioni».

Lonigo comunque è stata una tappa rilevante nella sua vita. Che cosa può dire di questi anni?

«Lonigo è nel mio cuore. Ho amato. Ho sofferto. Mi sono preso tutte le mie responsabilità, anche quando qualche decisione non è stata condivisa o ha fatto soffrire qualcuno. Qui posso dire di essere diventato uomo. Lo dico perché vedo tanti mezzi uomini in giro. Ho imparato ad accettare la realtà come una sfida da affrontare. E di sfide ne abbiamo affrontate tante. Sono sempre stato timido e timoroso. Lonigo mi ha felicemente costretto a tirar fuori il coraggio che nemmeno pensavo di avere. Ho avvertito una condivisione crescente, per cui sentivo che si stava costruendo e non semplicemente tenendo su qualcosa che prima o dopo era destinato a crollare. Dico questo pur nella consapevolezza che il numero dei praticanti è diminuito. E soprattutto la mia fede, da sempre attenta alla verità annunciata dalla Chiesa, si è arricchita di un più vivo incontro con il Signore, dentro il tutto della vita. Un tempo, la Messa in latino iniziava con il Salmo 43: “…ad Deum qui laetificat juventutem meam” (il Signore rende lieta la mia giovinezza). Posso dire

di Rino Boseggia

(segue su AREA3 n°67-luglio 2016)