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Tag: Lonigo

Lisetto Disconzi premiato Maestro Artigiano dalla Confartigianato Vicenza

Si è svolta domenica 8 aprile al Teatro Comunale di Lonigo la cerimonia di premiazione agli iscritti benemeriti di Confartigianato Vicenza. Imprenditori che si sono particolarmente distinti nelle loro comunità per aver creato benessere, occupazione e aver fatto innovazione. Protagonisti di tante storie positive, persone che hanno creduto in se stesse e negli altri dando vita ad aziende dove molte altre persone hanno trovato un ambiente capace di farle crescere. Imprenditori che ce l’hanno fatta a costo di duri sacrifici, che hanno saputo resistere a momenti di inevitabile dubbio e difficoltà ma che, al contempo, hanno avuto anche brillanti intuizioni. Storie di successo dunque, come quella del leoniceno Lisetto Disconzi, premiato nella categoria Maestri Artigiani benemeriti. L’inizio della sua attività avviene nel 1978 quando, dopo qualche anno di lavoro come operaio elettricista presso una nota azienda di caldaie del territorio, decide di mettersi in proprio (inizialmente con un socio) producendo autonomamente quadri elettrici e cablaggi elettrici, affiancandovi anche l’esecuzione di impianti elettrici civili ed industriali. Nel 1982 decide di creare una propria ditta individuale ancora oggi in attività, dedicandosi solo marginalmente all’impiantistica e focalizzandosi sempre più nella produzione di quadri elettrici per il settore della termomeccanica.

 

(segue su #AREA3news n86 mag ’18)

 

Anna Battaglia, giovane e brava

LONIGO – Anna Battaglia, una giovane avvocatessa leonicena che si è fatta recentemente onore in un concorso di categoria. Anna si è infatti aggiudicato il secondo posto nel premio “Enrico Guicciardi” indetto dall’Associazione veneta degli Avvocati Amministrativi e giunto alla quinta edizione. «Il concorso – spiega l’avvocato Battaglia – era aperto ai praticanti e agli avvocati di età non superiore a 35 anni e premiava le migliori note di sentenza basate sull’applicazione di norme legislative della Regione Veneto.

di Lino Zonin

(segue su AREA3news n°85 aprile 2018)

Novità per il turismo

LONIGO – La dibattuta questione del (ri)lancio del turismo nell’Area Berica è stata oggetto di un interessante incontro svoltosi nella nuova sala conferenze di Villa Mugna. Oggetto della riunione, la prossima apertura a Lonigo di un ufficio di promozione turistica Iat.

La sede è già pronta al piano terra di palazzo Pisani dove il Consorzio dei Vini dei Colli Berici ha da poco rinnovato i locali con un arredamento moderno e funzionale.

Del personale specializzato accoglierà i visitatori di passaggio e fornirà le indicazioni necessarie per poter apprezzare appieno le bellezze del territorio. Si pensa che già per la fiera di marzo la nuova struttura possa essere perfettamente funzionante.

Nutrito il numero dei relatori che, coordinati dal direttore dell’Ogd (“Organizzazione di gestione della destinazione”) Pedemontana Veneta Nazzareno Leonardi, hanno partecipato all’incontro:

il sindaco di Villaga Eugenio Gonzato, l’esperto di programmazione turistica Alberto Frizziero, il direttore dei Vini dei Colli Berici Giovanni Ponchia, il delegato provinciale Francesco Gonzo, il funzionario della Regione Stefan Marchioro. Tutti concordi nel considerare l’Area Berica come un serbatoio di grande potenzialità turistica.

La posizione baricentrica rispetto alle mete tradizionali del turismo veneto – il lago di Garda, Verona, Padova, Venezia sono tutte località  raggiungibili in meno di un’ora – e le attrazioni di tipo paesaggistico, culturale ed enogastronomico presenti nella zona hanno bisogno solo di un minimo di organizzazione per diventare dei punti di grande interesse in grado di attirare un gran numero di visitatori italiani e stranieri.

 di Lino Zonin 

Nasce il distretto “Terre del Guà”

LONIGO – Un nuovo organismo, necessario per intercettare i contributi pubblici in favore del commercio, è stato sottoscritto a palazzo Pisani da un pool di operatori economici guidati dalle amministrazioni comunali di Lonigo, Alonte e Sarego.

Prima della firma, il sindaco di Lonigo Luca Restello ha  spiegato che l’iniziativa ha lo scopo di aderire alle disposizioni stabilite dalla legge regionale n. 50 del 2012, la quale prevede la costituzione di distretti commerciali autonomi con i quali partecipare alle diverse proposte di finanziamento settoriale che potranno essere lanciate a livello regionale, nazionale ed europeo.

«Abbiamo deciso di chiamare questo nuovo organismo “Terre del Guà”, usando il nome del fiume che identifica in modo chiaro e inequivocabile il nostro territorio e unisce idealmente i tre comuni che fanno parte del distretto – ha spiegato Restello – L’obiettivo è di fare fronte comune per cogliere le opportunità di finanziamento che si presenteranno in futuro al fine di sostenere il reparto commerciale urbano, ultimamente molto penalizzato dall’aperture delle grandi piattaforme di vendita».

I sindaci di Sarego e Alonte, Roberto Castiglion e Leonardo Adami hanno condiviso le speranze del loro collega leoniceno e assicurato tutto l’impegno possibile per portare a buon fine l’iniziativa.

È seguita la firma del protocollo d’intesa da parte dei numerosi rappresentanti delle categorie economiche, delle associazioni sportive e dei negozianti della zona.

(segue su #AREA3news n82 dic. ’17)

di Lino Zonin

La “Festa dei Popoli”, una festa di gioia

LONIGO – E’ giunta alla sesta edizione la “Festa dei Popoli” organizzata dal NOI associazione con l’aiuto di numerosi volontari. Quest’anno la festa al Centro Giovanile si è ridimensionata spostandosi nel giardinetto davanti le strutture parrocchiali. Numerose le proposte delle cucine dei popoli alla proposta culinaria. Quelli della festa dei popoli sono giorni in cui si riuniscono tutte le comunità del nostro territorio, in un’occasione unica di incontro e di reciproca conoscenza grazie ai sapori, ai suoni e ai colori di ciascuno. La festa è il punto di arrivo di un percorso svolto durante l’anno dai volontari che seguono il progetto, i quali nei mesi scorsi hanno approfondito temi afferenti alla festa attraverso numerosi incontri ed esperienze.
Questa edizione della Festa si è aperta giovedì 6 nel teatro parrocchiale con una tavola rotonda sulla figura della Donna nell’Islam. Ne hanno parlato Nibras Breigheche (guida religiosa islamica, conosciuta mediaticamente come la prima donna Imam d’Italia), Rabeah Alhaj Yhia (consigliera comunale musulmana di Altavilla), Romina Gobbo (giornalista esperta di Medio Oriente).
Venerdì si sono aperte le cucine, con proposte da Italia, Marocco, Ghana, Serbia, Repubblica Domenicana e India. Durante la serata si è potuto assistere ad uno spettacolo in cui si rappresentava un tipico matrimonio marocchino….

di Chiara Ballan

(segue su #AREA3 n°78 – lug-ago 2017)

“Caratteri mobili”, buona la prima

LONIGO – Di questa prima edizione di “Caratteri Mobili – Festival della Letteratura e delle arti” si ricorderà soprattutto il calore degli incontri che hanno caratterizzato i tre giorni intensi del secondo week-end di maggio.  Oltre a quelli dei nomi noti al grande pubblico, i libri protagonisti sono stati anche quelli dei leoniceni e di altri scrittori del nostro territorio: un numero davvero considerevole di persone impegnate in questo campo, sotto diversi punti di vista… letterari. È stato dato spazio alle poesie di Gino Lazzarin, di Giulia Valente, di Giulio Vanzan e Mirella Brojanigo con Claudio Portinari, all’attesissimo nuovo giallo di Stefano Visonà, agli scenari climatici di Alessandra Mazzai, alle memorie di Clotilde Vigolo, la testimonianza di Rosita Sartori e a molti altri ancora.  I grandi nomi sono arrivati venerdì pomeriggio con Folco Terzani e Michele Graglia, la cui storia di ultrarunner è stata raccontata dal figlio del grande giornalista italiano;

di Chiara Ballan

Assente il pubblico con gli autori locali

Da settimane una enorme gigantografia esposta davanti Palazzo Pisani pubblicizza l’evento cult dell’anno: il Festival della letteratura e delle arti “Caratteri Mobili”. Un evento con 32 nomi di grande richiamo come Folco Terzani con il suo ultimo libro “Ultra”;  Antonio Caprarica con “Londra infinita”; Gigi Garanzini con “Il minuto di silenzio”, don Antonio Mazzi con “Spinocchio”;  Elena Cattaneo con “Ogni giorno tra scienza e politica”; Gloria Guida assieme al fratello Giampaolo, medico, scrittore e cantante per presentare il libro “DaVinciClone. Il segreto di Leonangelo”. In occasione del festival il teatro Comunale ha ospitato due eventi: Vittorio Sgarbi che ha parlato del Rinascimento veneto tra Paolo Veronese e Andrea Palladio e Maximilian Nisi che si è esibito con il monologo “Shakespeare amore mio” (spostato poi in Piazza Garibaldi).

di Rino Boseggia

(segue su #AREA3 n°77 – giugno 2017)

Un “Lonigo Postounico” dal sapore internazionale

 

anderloni-e-restelloUn dato è certo: una cosa del genere a Lonigo non si era mai vista. L’estate 2016 segnerà per Lonigo un prima e un dopo, nella speranza, certo, che questo connubio tra musica e luoghi, tra arte e cultura del qui ed ora possano riproporsi negli anni a venire. Un passo oltre alle altrettanto importanti rassegne estive leonicene tradizionali che coinvolgono associazioni e scuole della Città. Il Festival Lonigo Postounico è stato una boccata d’aria fresca per quanti abbiano saputo goderselo, al di là delle polemiche sui costi puntualmente dibattute dai polemisti da social. I protagonisti sono stati i luoghi del territorio e la musica di artisti provenienti da tutto il mondo. Il sapore internazionale di ogni proposta è stato adatto a soddisfare ogni gusto e ogni età. Dopo l’inizio esplosivo con la colonna sonora di Ottolini e la Sousaphonix al Teatro comunale si è passati alla danza ispirata ai sonetti di Shakespeare a Rocca Pisana. Dal “Viaggio in Italia” di Anderloni sulla scalinata di Villa Pisani al blues napoletano di Avitabile e i Bottari al Parco Ippodromo. Dalle sonorità argentine delle Hermans Caronni in Villa Mugna al virtuosismo di archi del quintetto Volosi in Villa San Fermo. Dalla sensualità, dilatata dai Calici di Stelle della Notte Viola, dei passi di Tango in Piazza Garibaldi, alle canzoni popolari dello spettacolo “Bella Ciao” ancora al Parco Ippodromo. Dalle voci della famiglia del gruppo Sala Singer, introdotti da Bepi De Marzi, alla “Festa in Musica” a Villa Pisani.

(segue su AREA3 n°68 – settembre 2016)

di C.Ballan

Artica 2016

Da 30 a 330 in tre anni. Sono i primi incredibili numeri di questa bellissima edizione de l’Artica 2016 che ha visto, oltre ad una vastissima partecipazione di ciclisti da molte parti d’Italia, una sinergia straordinaria tra moltissime persone e associazioni diverse che hanno trasformato una fredda domenica di fine gennaio in una vera e propria emozione. A differenza della scorsa edizione quest’anno la cicloturistica è partita dal centro di Lonigo, con Palazzo Pisani che ha segnato il via di una 58 km (28 per chi voleva fare il giro più corto) attraverso le meraviglie naturali dei nostri Colli Berici. Chilometri intervallati da tre ricchissimi ristori che hanno ampiamente rifocillato i temerari ciclisti con panini, salame ai ferri, polenta e baccalà, frutta e dolci a volontà il tutto innaffiato da dell’ottimo  vino e dall’immancabile brulè. Un tragitto che si è snodato attraverso alcuni tra i punti più spettacolari dei Colli Berici: da Bagnolo ad Alonte fino a raggiungere Grancona per poi tornare a Lonigo passando per Meledo e Sarego, in un susseguirsi di salite, discese e tratti pianeggianti dove il paesaggio è stato l’elemento caratterizzante e quello che ha stupito di più i ciclisti specialmente quelli ‘foresti’. La fatica c’è stata ma i sorrisi che tutti, dai ciclisti agli operatori, ai volontari fino agli organizzatori che si sono dati da fare affinché tutto risultasse perfetto, sono stati l’ingrediente principale di una straordinaria giornata conclusasi con un bellissimo pranzo al bocciodromo dove si sono svolte le premiazioni a conclusione di un evento che è oramai diventato un momento irrinunciabile tra i cicloamatori d’epoca.

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Restauro miracoloso sulla facciata del Santuario

di Chiara Ballan

Quella del 30 ottobre scorso è stata una serata ricca di emozioni per tutti coloro a cui è caro il Santuario della Madonna dei Miracoli di Lonigo. L’occasione è venuta a crearsi per la conclusione della prima fase di restauro della chiesa. Davanti ad un pubblico numeroso, i protagonisti di questi lavori hanno presentato i vari momenti delle operazioni svolte sulla facciata rinascimentale di Alvise Lamberti da Montagnana e a seguire c’è stato il concerto inaugurale offerto dai leoniceni Giulia Bolcato, soprano, Alberto Maron, al clavicembalo, e la loro ensamble comprendente un mezzosoprano, violini e violoncello. Dopo i ringraziamenti di alcuni membri del Comitato del Santuario, tra cui quelli della prof.ssa Nicoletta Nicolin e di Simona Tozzo, l’intervento della soprintendente ai beni culturali per la provincia di Vicenza Rita Drugoni ha sottolineato l’importanza della salvaguardia e della tutela di patrimoni artistici come quello di Madonna. È stato poi il momento di una vera e propria lezione di restauro da parte di Stefano Battaglia e Silvia Ulizi, rispettivamente Architetto e responsabile dei lavori e Restauratrice. Tramite delle slide hanno mostrato le varie fasi delle operazioni e hanno dimostrato che nel loro lavoro è assolutamente normale scoprire in itinere che ci sono ulteriori lavori da fare rispetto a quelli previsti dal progetto, passaggio a cui segue anche un fisiologico aumento delle spese previste.
Il cantiere si è aperto ad aprile e si è concluso un paio di mesi oltre il previsto anche per questi motivi. Ora la facciata è stata scoperta, ma sarà ancora necessario intervenire per contrastare l’umidità di risalita e opere di rifacimento delle coperture della chiesa. «è stato un lavoro collettivo- spiega Simona Tozzo- sotterraneo, di relazioni, e forse la difficoltà maggiore è stata proprio mediare tra tante persone, ma credo che siamo riusciti a smuovere qualcosa. Ovviamente non mi riferisco solo ai lavori, ma anche alla generosità della gente e delle associazioni, e dalla collaborazione vicariale e stavolta dall’interessamento di tanti giovani».
La sera del 30 ottobre, la bellezza della facciata rimessa a nuovo e illuminata dalle candele era da togliere il fiato e forse anche solo quella bellezza in sé ha ripagato di tutto il lavoro svolto finora e dà una motivazione aggiunta per proseguire nelle opere di conservazione di questo bene artistico.

Alessandra Mazzai: dalle strategie di comunicazione ai temi ambientali

di Chiara Ballan

La giovane leonicena è autrice assieme al prof Carlo Carraro dell’interessante libro sui cambiamenti climatici. Anche il supplemento “Sette” del Corriere della Sera le ha dedicato una pagina intera la scorsa settimana.

Il 19 novembre è stato pubblicato un testo davvero interessante e tra i nomi degli autori figura quello di Alessandra Mazzai, una giovane leonicena cresciuta tra i libri della nota libreria di famiglia. “Il clima che cambia. Non solo un problema ambientale” è il titolo dell’opera, edita per l’autorevole casa editrice “Il Mulino” e firmata insieme a Carlo Carraro, noto docente di Economia Ambientale presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, ex Rettore presso la stessa Università e vicepresidente dell’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change). Il testo è frutto del lavoro di divulgazione sul tema del cambiamento climatico operato negli ultimi anni da Alessandra, attualmente impegnata come responsabile della comunicazione dell’International Centre for Climate Governance (www.iccgov.org), una delle istituzioni di Venezia che si occupano del clima che cambia presso il polo nato sull’Isola di San Giorgio Maggiore.
Attraverso quale percorso sei passata dagli studi di comunicazione alla divulgazione di temi legati all’ambiente?
Tutto ciò che riguarda la tutela dell’ambiente mi interessa da sempre, si tratta di un argomento che sento mio. Terminando gli studi di Strategie di Comunicazione a Padova, ho deciso di specializzarmi in questo settore frequentando il Master in Economia e Management dell’Ambiente e dell’Energia all’Università Bocconi di Milano, senza immaginare dove sarei poi andata a sviluppare il mio interesse. In quegli anni le discussioni attorno alla sensibilizzazione ambientale e al cambiamento climatico stavano arrivando anche al grande pubblico. Dopo il Master ho svolto uno stage a Venezia, dove lavoro tutt’ora occupandomi di divulgare, soprattutto attraverso il web, le ricerche più attuali a riguardo. Il libro arriva proprio da questo percorso di divulgazione.
“Il clima che cambia”: un libro per specialisti o per tutti?
Il libro vuole ovviamente arrivare a tutti. Il mio compito è proprio quello di tradurre lo “scientifichese” affinché sia alla portata di chiunque. Una parte del libro, quella un po’ più scientifica, vuole spiegare il passato e il futuro del cambiamento climatico, per far capire che siamo già dentro questo cambiamento. Nel corso dell’ultimo secolo, infatti, la temperatura media globale si è alzata di 0.8°, come conseguenza delle crescenti emissioni di gas serra sprigionate in atmosfera dalla combustione di combustibili fossili da parte dell’uomo. Il clima che cambia sta già influenzando la frequenza e intensità degli eventi estremi, come uragani, siccità, inondazioni e vari altri fenomeni, diversi a seconda della loro geo localizzazione. Il libro tratta inoltre di come gli impatti ambientali influenzino la società anche a livello economico e sociale: dalla sicurezza alimentare alla salute, dalle emigrazioni ai costi degli impatti. Sono dunque necessarie delle politiche climatiche pronte a mitigare le emissioni climalteranti e a prevenire scenari futuri difficilmente sostenibili. Insomma, il libro è una panoramica sulla ricerca internazionale sull’attuale situazione climatica globale.
A dicembre sarai presente alla Conferenza di Parigi sul clima, passando prima per Roma. Quali tematiche saranno trattate e quale sarà il tuo ruolo?
Il Symposium di Roma di novembre ha visto la presenza della comunità scientifica italiana sul clima (12 le associazioni e società scientifiche che vi hanno partecipato) per fare un punto della situazione e invitare decisori, istituzioni nazionali e internazionali, settori privato e finanziario ad agire di fronte all’evidenza scientifica, in vista della Conferenza delle Nazioni Unite sul Clima di Parigi, che si terrà tra il 30 novembre e l’11 dicembre.
A Parigi, il mio ruolo sarà ancora quello di far arrivare al pubblico gli aggiornamenti su quello che succederà in quelle due settimane, soprattutto attraverso il web e i social network. La Conferenza sul Clima di quest’anno è la ventunesima, ma ha un taglio diverso rispetto alle precedenti: stavolta ogni Paese arriva con delle proposte concrete, degli obiettivi nazionali al 2030, per contrastare il cambiamento climatico. L’obiettivo di riduzione delle emissioni non è più calato dall’alto (approccio che in passato è costato la rinuncia di diversi Paesi a partecipare ad un accordo globale). In questo modo, la quasi totalità delle emissioni globali è “controllata” da parte di questi impegni nazionali che, seppur volontari, indicano che il riconoscimento del problema è ormai riconosciuto da tutti gli attori della scena internazionale. Parigi non è sicuramente l’arrivo, ma un primo passo per veder cambiare le cose.
Qual è l’obiettivo condiviso dai Paesi riguardo il contrasto ai cambiamenti climatici?
L’obiettivo internazionalmente riconosciuto è di mantenere entro i 2°C l’aumento della temperatura a fine secolo, rispetto ai livelli preindustriali. Andando oltre, il rischio è quello di incorrere in effetti gravi e irreversibili sul sistema climatico. Se mantenessimo il ritmo di emissioni attuale, infatti, le proiezioni dicono che la temperatura potrebbe persino superare i 4°C. Gli impegni di Parigi non saranno sufficienti a rispettare il limite dei 2°C: è per questo che Parigi, dicevo, è un primo importante passo, ma è solo l’inizio. Servono  sforzi da parte di ogni singolo Paese e grandi investimenti per dirigersi verso nuovi sistemi energetici, per lasciare quanto più possibile i combustibili fossili nel sottosuolo. Ecco spiegato come le soluzioni al cambiamento climatico passino anche dall’economia e dal sociale.
Alessandra ha in programma un impegnativo percorso di presentazione del nuovo libro, punto di arrivo davvero importante nella sua carriera di divulgatrice.

Alessandra Mazzai