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Tag: #noventavicentina

Luglio a Noventa Vicentina: teatro, cinema, notti bianche, fiabe e concerti


Un luglio ricco di proposte per tutti i gusti e tutte le età a Noventa Vicentina! L’assessore alla Cultura Lisa Benatello e il vice sindaco Mattia Veronese, in continuità con la consolidata stagione teatrale invernale, hanno voluto ospitare per il terzo anno consecutivo, nel giardino della villa Cà Arnaldi, la rassegna teatrale estiva, organizzata dalla Compagnia Amici del Teatro Dino Marchesin e dall’esperienza del professor Franco Bellin, attore e regista della Compagnia noventana, ma anche vice presidente provinciale FITA per il teatro amatoriale, che intervisto telefonicamente per conoscere il programma in dettaglio.

di Paola Totis

(segue su #AREA3news n*88 lug-ago ’18)

Il caso dell’Imam espulso da Noventa

«Un fulmine a ciel sereno per Noventa Vicentina!» Cosi ha commentato il primo cittadino Marcello Spigolon l’espulsione dell’Iman dal centro di cultura e preghiera islamica “Asonna”, in via delle Arti 12 rimbalzato in tutte le cronache nazionali

Jpeg
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Classe 1964, marocchino, Mohammed Madad padre di due maschi rispettivamente di 7 e 14 anni e due figlie una delle quali l’aveva chiamata Jihad è stato il coordinatore degli Iman dagli ultimi mesi del 2015, ruolo che è venuto meno con l’espulsione voluta dal Ministero dell’Interno con divieto di reingresso nel bel Paese per 15 anni con l’accusa di essere una minaccia per lo Stato e in grado di compiere attività terroristiche. Mohammed Madad era in Italia dal 4 agosto 1990: «Secondo le indagini svolte dalla Digos» continua il Sindaco Spigolon «c’erano gli elementi sufficienti per sostenere la vicinanza all’estrema ideologia più estremista e radicale, da qui la volontà di espellerlo immediatamente imbarcandolo per Fiumicino e quindi in Marocco. A dare la segnalazione sono stati gli stessi membri del centro culturale». «Fa sicuramente piacere» -incalza ancora Spigolon- «sapere che una realtà piccola come Noventa sia comunque monitorata agli stessi livelli di realtà e di moschee ben più grandi che si possono trovare in città; tutto ciò ci dà sicurezza nonostante il livello di attenzione è da tenersi alto».

Una delle due figlie l’ha chiamata Jihad, che a quanto pare è un nome comune in Marocco. Comunque a quanto risulta agli atti a far scattare l’espulsione sarebbero stati i suoi sermoni e la sua vicinanza all’ideologia estremista di matrice salafita. Ora dovranno passare 15 anni prima che rimetta piede in Italia: ha infatti il divieto di reingresso. Dalle indagini svolte dai poliziotti della Digos è emersa una sua vicinanza all’ideologia più estremista….

(segue su AREA3 n°68 – settembre 2016)

di A.Pasi