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Torniamo a Viaggiare

Le ultime ricerche lo certificano: non vediamo l’ora di tornare a viaggiare. Ma come? Molta Italia, trekking e sostenibilità nei desideri degli italiani.

Revolución, stanco degli ingranaggi della politica, il comandante Che Guevara partì e nel 1965 scrisse un diario dei suoi viaggi africani divenuto un libro, “L’anno in cui non siamo stati da nessuna parte”. Un titolo che pare fatto apposta per il nostro 2021. Per quelli di noi cui non è bastato, in questi mesi, imparare a impastare il pane o comprare una bicicletta con il bonus, non resta che riprovare a viaggiare o almeno a desiderare di farlo. Reimparando. Dimenticandosi della velocità. Scegliendo posti poco lontani, all’insegna della rarefazione sociale e dell’autenticità. Ritrovando la gioia del camminare. Trovando nuovi spazi al desiderio, un movente che va smussato con una buona dose di realtà. In una nuova stagione di desideri, viaggiare è la prima cosa che tutti noi verremmo fare anche ora, fuori stagione. Una fuga da prenotare ormai non all’ultimo minuto, ma last second, entro una settimana dalla partenza, sull’onda di un impulso improvviso.

Complici l’aumento del numero di vaccinati e l’allentamento delle restrizioni anti-covid da parte dei governi il turismo ed i viaggi per lavoro hanno visto una timida ripresa, con numeri però molto lontani da quelli del 2019

Nonostante la travagliata estate che ci siamo lasciati alle spalle abbia registrato, secondo l’Organizzazione mondiale del turismo, lo spostamento di almeno 54 milioni di turisti che hanno oltrepassato i confini del proprio paese (rispetto ai 164 milioni del 2019), la ripartenza vera e propria dei viaggi aerei sembra ancora lontana. A Boston, durante l’assemblea annuale dell’associazione mondiale del trasporto aereo, il direttore generale della Iata ha parlato di una prima ripresa del business del trasporto aereo, che però soffre ancora perdite da capogiro, con stime che si aggirano attorno a -51,8 miliardi di dollari che pesano sulle compagnie aeree. È record di perdite in Europa, mentre il ritorno alla profittabilità è previsto soltanto per il 2023. La ripresa del turismo estivo non ha però portato fortuna alla stagione dei viaggi di lavoro autunnali, con business class vuote e piogge di cancellazioni: gli affari si fanno ormai in smart working, modalità di lavoro che è stata simbolo della pandemia ma che adesso molte aziende preferiscono per tagliare sui costi, preferendo alle usuali costose riunioni le più veloci e pratiche videochiamate, magari fatte proprio da uffici casalinghi. A non aiutare è inoltre la paura del contagio che non ci siamo ancora lasciati alle spalle, e che preoccupa i viaggiatori quando si pensano chiusi dentro ad un aereo pieno di sconosciuti: a rassicurare gli scettici è sempre Iata, che spiega come l’aria all’interno dei velivoli venga cambiata e filtrata 20-30 volte ogni ora, misura di sicurezza che assieme all’uso obbligatorio della mascherina e alla possibilità di vaccinarsi rendono, sempre secondo l’associazione, il rischio di contagio «molto basso».

di Giuliana Corsino